
Punti di Vista
Compagnia Teatrale
Teatro
Il prossimo spettacolo in programma!

DORIAN
Mirror of soul
Sabato 28 marzo
ore 17.15
ore 21:15
Domenica 29 marzo
ore 16:30
ore 20.30
al GARAGE P
via Monti 1, Firenze
(zona Porta Romana)
IL CAST
Sabato 28 marzo: Diego Marchi, Alessandro Benedetti, Ester Parrulli, Leonardo Rosseti
Domenica 29 marzo: Giammarco D'Amato, Riccardo Saracinelli, Alessia Mariotti, Silvia Rabiti








Una rappresentazione in chiave contemporanea e sperimentale tratta da Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
adattato e diretto dalla regista Silvia Rabiti: Dorian, Mirror of a soul.
Solo quattro attori su un palco che in realtà non esiste, perché si trovano a stretto contatto con il pubblico presente in sala, annullando le distanze. Una recitazione schietta, quasi cinematografica, basata sul dialogo e sulla mimica. Una scenografia essenziale, dove non c’è il ritratto a fare da protagonista, ma solo una tela bianca dietro la quale si alternano le performance degli attori. «L’intero spettacolo è una danza allucinante fra Dorian e il suo Demone, Lord Henry. Nel luogo dove tutto è reale e niente lo è, personaggi immaginari e reali smuovono le paure, le voglie più istintive di un uomo, generando rimorsi per le azioni fatte. Si sceglie sempre, e nella scelta una strada viene presa e un’altra lasciata. Il perché della scelta non ha senso sia compreso. Gli effetti della scelta si rivelano al termine della via, quando è necessario compiere una nuova scelta…» riassume Silvia.
Venti scene, così come sono venti i capitoli dell’opera originale, per un adattamento che gioca molto sull’inversione: tra prologo ed epilogo, tra Lord Henry e Dorian Gray, tra verità e sottile menzogna in un susseguirsi dinamico e mai banale.
Dietro la regia si vede una scelta precisa: quella di mettere l’accento sull’esperienza percettiva, irrazionale e sensoriale della ricezione dell’opera da parte degli spettatori. Attraverso la musica, il gioco di luci colorate, le coreografie semispontanee, il pubblico è totalmente dentro la rappresentazione, rapito dai dialoghi e dalle azioni sceniche.
Questo tipo di performance particolarmente innovativa, si colloca perfettamente in linea con quella che è la filosofia del teatro senza palco, in cui il teatro si vive realmente «in mezzo» al pubblico, pur nel completo rispetto del testo originale. L’importanza delle parole non è infatti mai sminuita, anzi è enfatizzata e comunicata in maniera sensibile e sensoriale, grazie anche alla bravura degli attori.
Ciò che lo spettacolo trasmette maggiormente a livello empatico è però la passione: la passione artistica ed estetica che anima non solo, palesemente, Dorian e il suo doppio Lord Henry, ma anche coloro che lo interpretano/dirigono. La passione per un arte che è soprattutto stile di vita, sensibilità, percezione. Scelta.
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